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C’è poi un’altra storia, più recente e drammatica, che tutti conosciamo: quella dell’inondazione di New Orleans. Una tragedia che ha dimostrato quanto la sicurezza stessa dei nostri paesi, presente e futura, dipenda non solo da coraggiose politiche ambientali e da un’organizzazione di protezione civile che non sia lasciata alla buona volontà dei singoli, ma proprio dall’equilibrio delle comunità, dalla tenuta delle relazioni sociali, da come sapremo ricucire l’emarginazione e disinnescare le disparità.

Secondo un detto cinese, quando il saggio indica la luna, lo sciocco guarda il dito. Sarebbe un errore credere che la scommessa sulle comunità - quella della Brioni, come quella che con passione Rosario D’Acunto conduce quotidianamente nei panni di sindaco, e che in questo libro racconta e analizza – sia un bel gesto che riguarda però solo quelle comunità e quei territori. Sarebbe miope pensare che gli investimenti sulle reti territoriali e sul tessuto sociale siano un lusso, una scelta giusta ma differibile, che siano marginali per il destino dell’Italia. Non bisogna confondere il dito con la luna.

L’Italia di questa fine 2005 è un paese per molti aspetti stanco, rassegnato, sfiduciato, a tratti spaventato, anche al di là dei dati economici. Le ricette finora proposte non hanno funzionato perché sacrificavano i nostri talenti migliori, invece di valorizzarli.

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